martedì 26 aprile 2011

La Cuba di Castiglione in Sicilia autentica testimonianza dell’architettura bizantina

La Cuba è un segno tangibile della presenza della cultura bizantina in Sicilia. Si tratta di una cappella bizantina presente in Sicilia, dove le cube vennero erette da monaci basiliani a partire dal VII secolo.

Perché mai in Sicilia? Perchè questa isola è stata storicamente un crocevia fra la chiesa d’oriente e quella d'occidente e soprattutto dopo la caduta dell'impero romano e le successive invasioni barbariche quando divenne territorio dell'Impero bizantino. Con l'afflusso dal Nord Africa e dal medio oriente di profughi ortodossi scacciati dagli arabi diversi cenobi vennero fondati da monaci basiliani, generalmente ortodossi o cattolici di rito greco.
La "cuba" ha origine terminologica  controversa : in latino cupa (botte) e cupula (botticella) o dall'arabo kubba (fossa, deposito) o qubba (cupola), per altri direttamente dalla forma cubica dell'edificio. È un’architettura bizantina a croce greca con pianta, cupola, ambiente centrale e solitamente a tre absidi.
Le testimonianze più importanti conservate fino ad oggi sono la cuba di Santa Domenica nei pressi di Castiglione di Sicilia in provincia di Catania situata sul versante Nord del parco dell’Etna e la cuba della Santissima Trinità di Delia a Castelvetrano.
Santa Domenica è forse la più importante cuba bizantina presente in Sicilia, essendo basata su forme essenzialmente  cubiche pur se allungate.



domenica 24 aprile 2011

Napoli agli occhi dei vedutisti dell'ottocento

 Come era Napoli, la città tanto decantata nel mondo agli occhi dei viaggiatori del Grand Tour?
In particolare quali sensazioni ed emozioni davano le sue bellezze paesaggistiche ed artistiche aii pittori della scuola di Posillipo formatasi proprio nella città partenopea nel terzo decennio dell’ottocento?
Stiamo parlando della scuola dei vedutisti che fu vera espressione del regno borbonico ed autentica testimonianza della Napoli di quel tempo.
I massimi esponenti furono Antonio Pitloo e Giacinto Gigante che si formarono alla scuola del grande Turner, famoso per avere riempito i suoi taccuini di viagio con schizzi sulle bellezze naturali degli incantevoli luoghi del golfo di Napoli.
Sembra interessante fare questo viaggio retrospettivo per ammirare la Napoli dell’epoca.
E’ una Napoli aderente alla realtà vero perché questi pittori erano maestri in un dipingere veduti stico rigorosamente fedele al vero, fin quasi ai limiti dell’illustrazione, la più didascalica possibile dei luoghi raffigurati.
Luoghi celebri come Castel dell’Ovo, Mergellina, Santa Lucia, il Golfo di Bapoli, la riviera di Chiaia, tanto per citarne alcuni, ne sono luminosi esempi. Ed ancora nei dintorni Sorrento, Marina Grande a Capri, Lacco Ameno ad Ischia, il castello di Baia.
Questa scuola, in particolare con il suo esponente di spicco Giacinto Gigante ha raffigurato anche luoghi e monumenti celebri e peculiari come la Cappella del tesoro e la guglia di San Gennaro.

venerdì 22 aprile 2011

Carnac in Bretagna:splendida testimonianza di una civiltà preistorica.

Inquietanti allineamenti di menhir, dolmen incisi da simboli oscuri , tumuli di pietra la cui costruzione è anteriore alle piramidi egizie:siamo in Bretagna a Carnac la capitale dei megaliti, uno dei centri più importanti al mondo per la cultura preistorica.
Fino ad ora, molte sono le ipotesi prese in considerazione per spiegare i misteri di questa civiltà le cui tracce si tramandano nel corso dei secoli. Nessuna ipotesi tuttavia è prevalente e non resta che farsi trasportare dall’immaginazione quando si ammirano questi allineamenti di menhir.
I monumenti megalitici nella zona sono numerosi: dal tumulo di St. Michel lungo 120 metri ed alto12 che ricopre due camere sepolcrali con tombe in lastre di pietra., all’allineamento del Menec con 1099 menhir disposti in 11 file che, attorno al villaggio di Menec formano un semicerchio composto da 70 nmenhir.
Rd ancora dall’allineamento di Kermario a quello di di Kerlescan che presenta un colonnato di 555 pietre.
Questi solo per citarne alcuni tutte testimonianze oscure nel significato di una complessa civiltà del passato scrutata continuamente dagli archeologi alla ricerca di culture misteriche che risalgono a circa 4000 anni a. Ccomplesso dà neolitica (6000-2000 a.C.); è l’impressionante
Ma Carnac non è solo un’immersione nella preistoria e nella civiltà druidica più antica d’Europa; è anche caratteristico per i dintorni e per il susseguirsi di panorami aspri e stupendi costituiti da scogliere e falesie.

martedì 19 aprile 2011

La chiesa di Santo Stefano Rotondo,la più antica struttura circolare sacra a Roma

La chiesa di Santo Stefano Rotondo, posta sul colle romano del Celio, è il più antico esempio di chiesa a pianta circolare ancora presente a Roma.
La chiesa dedicata al protomartire,da poco visitabile dopo restauri durati per lungo tempo, è stata fondata nel V secolo d.C.
In origine era formata da una grande struttura circolare costituita da due corridoi concentrici divisi da file di colonne,che circondavano lo spazio centrale coperto da un alto tamburo. Sui quattro assi della chiesa si aprivano quattro cappelle radiali, oggi ormai scomparse, che davano alla chiesa una pianta cruciforme inserita nella struttura circolare.
L’origine della chiesa è controversa,in quanto secondo alcuni critici, si era ipotizzato che fosse di epoca romana, ma in seguito si è esclusa tale ipotesi . Scavi svolti sotto il pavimento della chiesa (tuttora in corso) hanno portato alla luce un mitreo che doveva essere collegato con la presenza nei pressi dei Castra Peregrina.
Oggi la chiesa ha assunto una fisionomia completamente diversa, poiché le arcate del deambulatorio esterno risultano murate.
Sarebbe riduttivo limitare l’attenzione su questa chiesa che ora ospita il collegio cattolico ungherese ai soli aspetti architettonici originari.
Infatti sembra molto consistente l’ipotesi che in periodo successivo vi abbia lavorato il grandissimo Leon Battista Alberti cui potrebbe essere stato commissionato il restauro dell’edificio da parte di papa Niccolò V.
Non è meno importante ricordare che lungo il muro perimetrale della chiesa sono presenti moltissimi affreschi e per la precisione 34 riquadri affrescati dal Pomarancio, da Antonio Tempesta e da altri.



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lunedì 18 aprile 2011

Stia: la città natale di Bernardo Tanucci

Per chi non lo sapesse, Bernardo Tanucci (1698-1783), il grande uomo politico che godette la piena fiducia del re di Napoli Carlo di Borbone e di suo figlio Ferdinando IV ebbe i natali a Stia, importante centro culturale ed industriale del Casentino in provincia di Arezzo

E’ un filo rosso che collega Stia con il regno delle due Sicilie, e la correlazione è tanto più forte se si pensa che Stia è stato un centro tessile importante, al pari di San Leucio le cui seterie furono fiortenti proprio al tempo dei Borboni.
Ma veniamo a Stia. Sorge ai piedi del monte Falterona, nei pressi della confluenza del torrente Staggia nel fiume Arno, nell'area del Casentino ed il suo nome trae origine dal latino "Staius", che è da ricondurre al vicino torrente Staggia.

Nel Medioevo Stiaappartenne  ai conti Guidi di Porciano, i quali fecero costruire sul territorio la propria abitazione, chiamata "di Palagio", lungo la riva del torrente Staggia.

Attorno alla residenza dei Conti Guidi si sviluppò il borgo che nel corso del Trecento sviluppò una fiorente manifattura tessile che produceva panni di lana.

Qui nacque il celebre "panno Casentino".

Stia rimase sotto la giurisdizione dei Guidi fino al 1402, anno in cui la Repubblica Fiorentina assediò l'intero territorio, conquistandolo

Il borgo fu dapprima sotto la dominazione dei Granduchi de' Medici, ai quali si deve la costruzione della Chiesa di Santa Maria delle Grazie, che costituisce un tipico esempio dell'architettura fiorentina e quindi sotto quella dei Duchi di Lorena.

Questi ultimi intrapresero un'imponente opera di bonifica del territorio che favorì lo sviluppo dell'agricoltura e conseguentemente la crescita demografica e economica di Stia.
Agli inizi dell'Ottocento l'attività dei lanifici era già ben avviata: tra i vari lanifici quello Rossi era il più importante. Nello stesso periodo era anche diffusa la produzione vinicola.

Nel 1861 Stia venne annessa al Regno d'Italia dal Re Vittorio Emanuele II di Savoia.
Ora la fabbrica non è più funzionante ed ospita un caratteristico museo del tessile in cui si trovano tutti i macchinari dell’epoca e ben spiegati i cicli di lavorazione della lana a partire dalla tosatura delle pecore e dalla cardatura alle fasi finali della lavorazione.


venerdì 15 aprile 2011

La Cattolica di Stilo:superba testimonianza bizantina in Calabria.


Siamo a Stilo in Calabria, la patria del  filosofo Campanella, nella valle del torrente Stilaro, denominata valle bizantina.
 Lì si trova la cosidetta Cattolica, una delle chiese più piccole della Calabria , nota per essere rappresentativa del massimo esempio di architettura sacra bizantina in tutta la regione.
Perché Cattolica? La denominazione stava ad indicarne la categoria delle chiese privilegiate di primo grado, infatti con la nomenclatura impiegata sotto il dominio bizantino nelle province dell'Italia meridionale (soggette al rito greco), la definizione di katholikì spettava solo alle chiese munite di battistero.
Ci troviamo di fronte ad un cenobio bizantino con struttura a pianta quadrata,costruita in laterizi, mattoni pieni, intersecati da malta interstiziale. Gli elementi decorativi esterni sono in cotto. L'edificio è sormontato da cinque cupolette cilindriche divise da quattro elementi a botte con bifore. La cupola centrale presenta quattro bifore con stampelle di diversa forgia, mentre le altre quattro cupolette sono illuminate da monofore.
All'interno la Cattolica è divisa in nove quadrati uguali da quattro colonne di spolio, prelevate certamente da resti architettonici dell'antica Kaulon. Nel fusto di una di esse si legge l'iscrizione in greco referente al mistero dell'Epifania: "Dio il Signore apparve a noi". Le tre absidi orientate costituivano l'elemento centrale della liturgia bizantina. Quella centrale è detta bema, e conteneva un piccolo altare, le absidi laterali invece avevano funzione di prothesis a sinistra e diaconikon, a destra. Sulle pareti si notano affreschi a più strati, che testimonierebbero il passaggio attraverso cinque cicli di storia. Il primo strato è relativo al X secolo, epoca della costruzione del cenobio bizantino e contiene raffigurazioni di santi guerrieri in tipico stile bizantino.
Il secondo strato pittorico è di epoca normanna e raffigura San Giovanni Crisostomo in perfetto stile basiliano.
Il terzo è di epoca sveva raffigurante l'Annunciazione.
Il quarto strato pittorico è di tecnica gotica-internazionale e rappresenta San Giovanni Battista con altri santi.
L'ultimo strato pittorico rinvenuto nella chiesa Cattolica di Stilo, rappresenta il sonno eterno della Vergine, sul manto della quale si notano gigli angioini che ne suggeruscono la datazione.
Massima è dunque l’emozione che si prova a visitare questa piccola chiesa bizantina vero crogiolo di storia plurisecolare.



mercoledì 13 aprile 2011

L'abbazia di San Fedele a Poppi e il culto di San Torello

Tra le abbazie nel Casentino merita attenzione l’abbazia di San Fedele.Si trova a Poppi ed ha origine dalla celebre ed antichissima abbazia di Strumi già originariamente monastero benedettino e fu edificata per volere dei condiGuidi e terminata intorno all’anno 1200
Nella seconda metà del XI secolo il monastero adottò la regola vallombrosona.
In seguito l'originario monastero divenne angusto e tra il 1185 e il 1195 si trasferì all'interno del castello di Poppi e la consacrazione della nuova chiesa di San Fedele venne fatta dal vescovo di Fiesole.Ingrandita nei secoli seguenti e internamente trasformata in stile barocco, nel 1810 l'abbazia venne soppressa e ridotta a semplice parrocchia.
Venne restaurata negli anni trenta del secolo scorso in stile romanico.
L'interno è a una sola navata, con pianta a croce latina e capriate lignee che sorreggono la copertura.
Nel presbiterio si trova l'altare maggiore realizzato nel 1296, una Croce dipinta della seconda metà del XIV secolo mentre sulla parete sinistra si trova San Benedetto in adorazione dell'Assunta di Jacopo Ligozzi e sulla parete destra Madonna col Bambino e quattro santi di Antonio da Settignano detto il Solosmeo datata e firmata 1527, alla parete di fondo dell'abside si trova San Giovanni evangelista e Santa Caterina del Passignano.
Nella chiesa  vi è una cripta composta da tre navatelle su due pilastri si trovano, all'interno di un'urna in noce le spoglie del Beato Torello di Poppt, eremita morto nel 1182 e di cui il culto è molto diffuso a Poppi e nelle aree circostanti.

Egli visse come eremita per 60 anni, conducendo una vita ascetica e contemplativa nel luogo solitario chiamato Avellaneto (ora Villaneto).
E’ venerato come Patrono di Poppi e del Casentino e protettore dei fanciulli e delle partorienti.