martedì 22 giugno 2010

Reminiscenze mitologiche di viaggio


Molti anni fa procedendo sulla rotta Roma Istambul , tutto ad un tratto il pilota annunziò che stavamo sorvolando il celeberrimo monte Olimpo un luogo mitico a cavallo fra la Macedonia e la Tessaglia, non lontano dal mare Egeo.
E’ il più alto massiccio di tutta la Grecia con la vetta massima, il Mitikas, che raggiunge i 2.917 metri di altezza; interamente ricoperto da una fitta vegetazione di montagna si trova all’interno dell’omonimo parco nazionale che conta una estensione di circa 3.998 ettari.
Nel vederlo dal finestrino fui preso da intensa emozione e mi vennero in soccorso le reminiscenze mitologiche dei banchi di scuola. Nel guardare dall’alto quella vetta, andai con la mente alle raffigurazioni degli Dei che abitavano gli olimpi, cioè abitazioni cotruite da Efesto per Zeus e la sua numerosa famiglia: Era sua moglie, Poseidone suo fratello ed Estia sua sorella, Ares, Ermes, Efesto, Afrodite, Atena, i gemelli Apollo e Artemide, Demetra e Dioniso.
Ed ancora pensai a banchetti allietati dalle Muse e da festeggiamenti con nettare ed ambrosia.
Tornai dall’immaginazione alla realtà ed il mitico Olimpo era già lontano.

domenica 20 giugno 2010

Le vetrate di Chagall nella cattedrale di Reims



Ancora una volta proponiamo di recarsi in Francia per visitare le famose cattedrali gotiche.
Siamo a Reims nello Champagne, città di origini preromane, e teatro di storici avvenimenti nel medioevo e durante la guerra dei cento anni.
Reims è soprattutto nota per la sua cattedrale costruita nel l211 ed ove per ben oltre 13 secoli sono stati consacrati i re di Francia.
La cattedrale di Notre Dame di Reims ha uno stupendo impianto architettonico
L'edificio che presenta una facciata magnifica nel suo slancio, si articola su una pianta a croce latina, suddivisa in tre navate lungo il corpo principale e il transetto, mentre coro e abside presentano una doppia serie di navatelle, coronate da cinque cappelle radiali;
La cattedrale è ricca di sculture e di arazzi rappresentativi delle scene della vita della Vergine.
Nelle testate del transetto vi sono grandi vetrate della creazione del 1200 e coeve sono anche le vetrate del prebisterio. Nella cappella centrale del deambulatorio si inseriscono senza alcun contrasto, anzi in perfetta sintonia le mirabili vetrate realizzate dai Marc Chagall,collocate nella cattedrale nel 1974
Le vetrate coprono un’area di circa 75 metri quadrati ed evocano storie dell’Antico e del Nuovo Testamento che hanno come fulcro la figura di Gesù. Il lavoro si sviluppa in tre vetrate, composte ciascuna da una coppia di bifore; in quella centrale avviene l’incontro fra Antico e Nuovo Testamento, grazie alla rappresentazione del patto d’alleanza fra Abramo e Dio; il sacrificio di Isacco; in cima vi sono poi la Crocifissione e la Resurrezione. Qui a prevalere è il blu. Il fascino dell’arte popolare si fonde al tecnicismo di matrice francese.

sabato 19 giugno 2010

Trieste: la tranvia di Opicina



Che dire di Trieste se non che mi impressioni sempre per la sua peculiarità
Una città piurale per antonomasia con paesaggio vario: tra mare e montagna, tra colline verdeggianti e le rocce calcaree del Carso.
Al tempo stesso un intreccio di culture ed etnie in cui si sono incontrati scrittori, pittori, filosofi e musicisti provenienti da Oriente e da Occidente.
Ed ancora luoghi di culto di diverse fedi religiose; l’italiano, lo sloveno e il tedesco che si intrecciano nei mercati alle tante lingue come pure croati, serbi, rumeni, greci, austriaci, tedeschi, sloveni, oltre naturalmente agli italiani.
Ma non solo, è anche la città che ci riporta a Joyce, Italo Svevo e Saba che soggiornarono a Trieste.
Trieste rimane il centro di una cultura mitteleuropea ed è sede altresì di centri scientifici di altissimo livello mondiale.
Questi sono i tratti essenziali di Trieste, ben nota anche per la piazza dell’Unità d’Italia di rara bellezza , per le chiese di vario culto e per la mirabile cattedrale di San Giusto e per i rinomati caffè culturali
Queste sono le sintetiche note su una citta fondata dai Romani e che vanta nel corso dei secoli una storia movimentata ed intrecciata di eventi. In questo teatro singolare è operativa e su questo mi voglio soffermare, la tranvia di Opicina inaugurata più di un secolo fa (più conosciuta nella dicitura tram de Opcina in dialetto triestino, Openski tramvaj in sloveno), una delle attrazioni turistiche della città di Trieste. E' una linea tranviaria interurbana panoramica, forse unica al mondo ; è un tratto con forte pendenza lungo il quale le vetture vengono spinte (in salita) o trattenute (in discesa) da un particolare impianto a funicolare. La pendenza massima della tratta tocca il 26% per poi ritornare fino all'8% allorquando le motrici, lasciato il carro-scudo, continuano il loro viaggio fino all'abitato di Villa Opicina.
Lungo il percorso si aprono numerosi splendidi scorci panoramici sul golfo e parecchie sono le passeggiate ed i sentieri che si dipartono dalle varie fermate.

giovedì 17 giugno 2010

Villa Agape: un angolo di pace nel cuore di Firenze


Non è facile parlare in questo blog di Firenze, la culla per antonomasia della lingua, della cultura e dell’arte italiana.
Non vi è monumento o chiesa od altro che non sia un capitolo della storia dell’arte e come tale conosciutissimo a livello mondiale.
E’ tuttavia altrettanto difficile non parlarne sia pure con tono sommesso.
Un luogo forse non molto conosciuto, ove ho avuto la fortuna di soggiornarvi alcuni anni fa, è la villa Agape, oggi casa di riposo religiosa,che si trova nel cuore del Viale dei Colli, circondata da un vasto e meraviglioso giardino e da un parco verdeggiante di olivi, cipressi ed alberi da frutto. E’ poco distante dalla meravigliosa basilica di San Miniato e dal famoso osservatorio di Arcetri.
L'origine della Villa si perde lontano nel tempo: nel Medioevo fu costruita come semplice casa di campagna e dopo alterne vicende gli Arrighetti, appartenenti alle più rispettabili famiglie fiorentine, ne divennero i proprietari.
Si ricordi per completezza che tra gli Arrighetti si distinse Andrea, senatore di Ferdinando II, studioso, letterato, accademico della Crusca, discepolo e amico di Galileo.
La Villa deve però il suo assetto definitivo ed attuale splendore alla Duchessa Anna d'Orleans, vedova di Amedeo Duca d'Aosta, la quale la acquistò nel 1948 e la adornò di giardini, di statue e fontane e di un prato verdeggiante. L'insieme offre al visitatore una visione incantevole e attraente.
La piccola Cappella, con loggetta, che fà da sfondo al prato, si apre per accogliere chiunque desideri passare ore di riflessione, di spiritualità lontanol dalla ordinaria quotidianità.

martedì 15 giugno 2010

Napoli: il chiostro maiolicato di Santa Chiara


Per coloro che intendano trovare un’oasi di pace e serenità nel cuore della Napoli popolare che si snoda intorno alla Chiesa del Gesù , al palazzo Filomarino, celebre dimora di Bendetto Croce ed alla chiesa di Santa Chiara si rifugi nel grandioso chiostro maiolicato delle Clarisse.
Questo luogo paradisiaco, pervaso dalla musica del silenzio,originariamente di matrice gotica, fu trasformato nel 1742 da Domenico Antonio Vaccaro che ne rivestì la struttura e i ben 72 pilastri ottagonali di stupende mattonelle policrome in gusto rococò, disegnate dallo stesso Vaccaro e realizzate dai "riggiolari" napoletani Donato e Giuseppe Massa.
I pilastri, intervallati da sedili, sono decorati con motivi a tralci di viti e glicini, che si avvolgono a spirale fino al capitello di sostegno del pergolato. Sulle spalliere dei sedili, anch'essi maiolicati, sono rappresentati motivi agresti, marinari e mitologici.
Il chiostro vede la presenza di due ampi viali interni che si incrociano al centro e da ampie aree a giardino, prevalentemente destinato ad agrumeto; come si intuisce anche dai temi delle decorazioni, all'epoca esso si caratterizzava più come giardino di delizie che come luogo semplicemente destinato al raccoglimento e alla preghiera. Il chiostro ben noto per le maioliche è altresì importante per il ciclo pittorico degli affreschi seicenteschi che occupano interamente la superficie parietale del Chiostro.

sabato 12 giugno 2010

Agropoli nel Cilento: lo scoglio di San Francesco


Sono molti i luoghi in Italia in cui ha dimorato San Francesco nel corso dei suoi numerosi viaggi lontani dall’Umbria e dal Reatino. Tra questi vi è Agropoli nel Cilento:un importante centro costiero situato alle porte occidentali del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, sul mar Tirreno all'estremità meridionale del golfo di Salerno ed a sud della Piana
E’ un territorio che ha visto la presenza dell'uomo fin dai tempi più remoti del neolitico, ma che inizio tuttavia ad avere un ruolo importante con i greci.
Tra il 535 e il 553 con la guerra greco-gotica, i bizantini alla ricerca di un posto sicuro a sud di Salerno dove poter difendersi, fortificarono Agropoli ivi ponendovi una loro roccaforte. Il borgo prese così il nome di Acropolis ossia, città posta in alto.
I bizantini, rimasero ad Agropoli fino all'882, quando furono costretti ad abbandonarla, per incursioni dei Saraceni, i quali realizzarono un “ribàt” ossia una potente base fortificata. Da lì, partivano tutti gli attacchi volti a saccheggiare e depredare i paesi vicini, e addirittura la stessa Salerno. Una situazione del genere era però intollerabile, ma fortunatamente durò poco. Nel 915 fu lanciata una violenta offensiva contro i Saraceni che furono scacciati dall'intero territorio.
Quanto sopra solo per menzionare alcuni eventi fondamentali della complessa storia di Agropoli.
Ebbene in uesto posto d’incanto, oggi meta incessante di turisti, soggiornò il Santo patrono d’Italia, fondatore dell’ordine dei mendicanti. Si racconta che San Francesco D'Assisi, nel suo giro di predicazione compiuto nel 1222, fece appunto una sosta ad Agropoli. Tale episodio non è ricavato dalle tradizioni popolari, bensì da documenti storici;
Si legge ad esempio negli annali dei Frati Minori dell'anno 1222 "Frate Francesco fece costruire un convento in Agropoli, dopo che alla presenza del popolo incredulo, da un alto scoglio predicò ai pesci accorsi sul lido".
Pochi anni dopo, nel 1230, dopo che frate Francesco morì, gli Agropolesi costruivano il convento omonimo che domina come un castello sulla costa e che oggi è adibito ad abitazioni private. La zona costiera si estende per più di tre chilometri e racchiude lo "Scoglio di San Francesco" e lo "Scoglio di Trentova", e un vasto numero di piccole insenature che si alternano fino ad arrivare alla splendida spiaggetta del Vallone. La baia deve il suo nome allo scoglio omonimo di Trentova, visto che, secondo la storia della zona, furono scoperte all'interno delle grotte antestanti la roccia affiorante trenta uova di gabbiano o di tartaruga marina. Questa baia è per molti il punto più bello di tutta la costa , situata nel cilento all'entrata del Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano.

martedì 8 giugno 2010

Il labirinto nella cattedrale di San Martino a Lucca




Si è sempre incantati quando si parla di cattedrali gotiche e romaniche di cui vi è una grande diffusione in Italia e Francia.
Colpisce soprattutto il fatto che esse siano state uno strumento didascalico molto forte: un libro di pietra e di vetro accessibile a tutti :una vera Bibbia per i poveri e gli analfabeti
Le cattedrali rappresentano dunque un luogo polifunzionale dove si intrecciano storia ed arte, geometrie mistiche, narazioni evangeliche canoniche ed apocrife magie del colore iconografie e rappresentazioni animali e vegetali.
In tale contesto assume particolare rilievo il labirinto che sovente si scorge sulle lastre che formano il pavimento o sulle pareti della cattedrale.
Il labirinto, chiamato di solito il labirinto di Salomone è il percorso iniziatico che chi vuole conoscere la verità deve compiere.
I labirinti tuttavia non sono a senso unico per cui per arrivare al centro conoscnza bisogna si vitare mui ciehi e tocchetti disseminati lungo il cammino, ma è anche vero che una volta raggiunta la meta bisogna riprcorrere il labirinto all’indietro, alla rovescia per uscirne
Moli labirinti nel tempo sono stati distrutti ma sono rimasti tra gli altri quello di San martino oltre che a quello di Chartres.
Scolpito sopra una pietra del porticato antistante la cattedrale di San Martino, il labirinto Lucca ha sempre suscitato la curiosità dei turisti.
L’epigrafe posta a fianco del labirinto tradotta dal latino suona così: questo è il labirinto che costruì il cretese Dedalo dal quale nessuno che ci rimase dentro potè uscire se non Teseo aiutato per le sue grazie dal filo di Arianna.
http://curiositlessicali.blogspot.com/2010/11/il-labirintosimbolo-e-storia.html
Si sovrappone così la mitologia classica alla quella medievale. Il filo di Arianna è sovrapponibile alla presenza Divina, capace di condurre il peccatore fuori del peccato.
Il labirinto con il suo simbolismo rappresenta la centralità di Lucca considerata una tappa fondamentale per i pellegrini diretti a Roma.