venerdì 1 aprile 2011

Il duomo dell'Assunta e di San Cerbone a Massa Marittima,autentica sintesi di arte romanica e gotica

Nel cuore del grossetano in Toscana si trova la splendida Massa Marittima di origine etrusca,distesa tra le Colline Metallifere e circondata dalla campagna maremmana.
E’ un comune molto importante ai tempi del Medioevo,ripartito in antico e nuovo e dal borgo medievale si può raggiungere la città nuova, percorrendo i vicoli antichi e ripidi
La sua storia è complessa perché Massa Marittima dopo aver condiviso le alterne vicende di Pisa e di Siena, nel XVI secolo fu sottoposto al potere dei Medici.
Dopo lunga decadenza, soltanto nel XIX secolo, ritornò ad essere importante , grazie a Leopoldo II che realizzo una bonifica che liberà la terra massetana,
Proprio per questa ragione Massa assume il nome di marittima, malgrado sia distante dal mare: infatti l’aggettivo marittima è da imputarsi completamente alla natura del territorio da sempre caratterizzato da paludi insalubri e assolutamente inospitabili.
In questo borgo si ritrovano angoli suggestivi e caratteristici e punti panoramici che si affacciano a valle fino al mare.
Moltissime sono le opere d’arte e tra queste primeggiano: il Palazzo Comunale, le Fonti che cingono il famoso affresco dell’Abbondanza e il Palazzo del Podestà sede del museo archeologico e soprattutto la cattedrale di San Cerbone, autentica sintesi di architettura romanica e gotica con influssi pisani.
La cattedrale, che ha forma a croce latina divisa a tre ordini di arcate, è caratterizzata da una facciata su cui sono rappresentate le Storie di San Cerbone che secondo la tradizione sarebbe stato un vescovo africano nato da genitori cristiani e vissuto nel 500 d.C.
Egli sarebbe altresì diventato vescovo nel territorio massetano e sarebbe morto nell’isola d’Elba. Le tre colonne centrali del timpano posano su tre figure: un uomo barbuto, un grifone e un cavallo. I fianchi, dove si distende una serie di arcate cieche, rivelano un'esecuzione duecentesca di carattere pisano, sottolineata anche dalla decorazione bicolore dell'alzato, presente sul fianco destro.
Il campanile conserva il carattere originario nella parte inferiore nei primi del duecento.
L'abside, con vaste finestre ogivali, ha caratteristiche senesi ed è frutto di un ampliamento della preesistente chiesa forse attribuito a Giovanni Pisano; a sinistra della porta d'ingresso, sotto un trittico trecentesco ad affresco con la Madonna in trono col Bambino e santi attribuito alla scuola di Duccio di Bonisegna, è collocato un sarcofago romano del IV secolo. Sulla destra della controfacciata si trova una serie di pannelli scolpiti in pietra tenera, databili secondo alcuni all'alto Medioevo, secondo altri al XII-XIII secolo. Sopra i pannelli, due affreschi con la Crocifissione (XIV secolo) e una Storia di San Giuliano (XV secolo).
Il rosone ha una vetrata di scuola senese col Redentore in gloria e Storie di San Cerbone.

martedì 29 marzo 2011

Monterchi e la Madonna del parto, tappa fondamentale dell'itinerario pierfrancescano.



La provincia di Arezzo è indubbiamente una delle più belle della Toscana: è un crogiolo di paesaggi stupendi, cultura ed arte.
Un percorso culturale di grande interesse artistico è il cosidetto itinerario pierfrancescano che consente di visitare luogo per luogo le mirabili opere rinascimentali di Piero della Francesca, il maestro per eccellenza della luce e della prospettiva.
Il suo capolavoro è senza dubbio “ il ciclo della leggenda della Croce” nella basilica di San Francesco ad Arezzo.
Ma qui non vogliamo parlarvi della leggenda della croce a cui tutti i libri di storia dell’arte dedicano grande spazio con dovizia di illustrazioni e notazioni critiche
Intendiamo piuttosto soffermarci su paese di Monterchi un borgo non lontano da San Sepolcro, il paese natale del grande pittore.
E’ arroccato su una collina isolata, denominata in passato Mons Herculis, (Monte di Ercole), sovrastante le colline della Valtiberina che un tempo apparteneva all’Umbria.
E’ un borgo di chiara origine medievale distrutto in parte nel corso dei secoli dai terremoti.
Ebbene in questo paese nella piccola chiesa di Santa Maria a Momentana isolata in mezzo al verde, alle pendici della collina ove sorge il centro abitato, Piero della Francesca dipinse uno dei suoi più noti e ammirati capolavori, la Madonna del Parto.
Il fascino straordinario della Madonna richiama visitatori da tutto il mondo.
E’una Madonna insolita che colpisce per la sua iconografia molto più frequente in Spagna L’affresco, ora al Museo Madonna del Parto, rappresenta la Vergine che si mostra al popolo dei fedeli al centro di una tenda preziosa, come un’apparizione. Eppure è viva e reale:una donna come tutte le altre, incinta, giovanissima e immersa nell’attesa del nascituro che cambierà la sua vita dell’umanità.
La donna prescelta di Dio come strumento della Redenzione è dipinta, in una posa regale, ma anche di grande realismo: con magistrale delicatezza Piero ha messo in evidenza il suo stato, raffigurando il gesto estremamente naturale con il quale si appoggia una mano al ventre, mentre l’altra, portata sul fianco curvo, sottolinea il corpo appesantito.
E’ un tema ai limiti dell’ortodossia teologica e come tale assieme ad altre opere d’arte fu dichiarata eretica dalla Controriforma che tendeva a esaltare la piena ed esclusiva spiritualità della chiesa cattolica nella difficile epoca post luterana.
E’ senza alcun  dubbio un itinerario che lascia il segno nella mente e nel cuore di ogni visitatore.







sabato 26 marzo 2011

Il campanile sommerso nel Lago di Resia

Provenendo da Merano ed andando verso il passo Resia, proprio ai confini dell’Italia con l’Austria e non distante dalla Svizzera, si scorge uno stupendo campanile sommerso nel lago, incantevole soprattutto d’inverno per il grande contrasto con la superficie lacustra ghiacciata.
Perché un campanile sommerso?
La storia da raccontare non è delle più felici.
Ci troviamo infatti presso il lago di Resia (Reschensee),un lago alpino artificiale situato in val Venosta a 1.498 m nel comune di Curon Venosta (BZ).
Si tratta di un lago artificiale originato da tre laghi naturali che si trovavano al passo Resia: il lago di Resia, il lago di Curon detto anche lago di Mezzo (ted. Grauner See o Mittersee) e il lago di San Valentino alla Muta.
La creazione di una grande diga nel 1950 unificò i primi due precedenti laghi e sommerse l'antico abitato di Curon Venosta che venne ricostruito più a monte.
Molte case ed ettari di terreno coltivato a frutta furono sommersi.
L'idea di sfruttare questi tre laghi per la produzione di energia idroelettrica risale all'anno 1910 ed i lavori iniziati nel '39, furono completati soltanto nel 1949.
La creazione della diga accese vive proteste tra gli abitanti del luogo, i quali interpretarono ciò come un insulto del governo di Roma nei confronti degli altoatesini che cercarono in tutti i modi di dissuadere il Governo dal procedere nei lavori, ma fu tutto invano.
Suggestivo , come già si è accennato è il campanile sul lago ghiacciato d’inverno ed una leggenda racconta che in alcune giornate d'inverno si sentano ancora suonare le campane (che invece furono rimosse dal campanile prima della creazione del lago).
Leggende che ancora di più mettono in evidenza il dolore provato da quegli abitanti e tramandato alle successive generazioni.

martedì 22 marzo 2011

Le rovine della Torre Janula, baluardo difensivo dell’abbazia di Montecassino.

A mezza costa, prima di arrivare all’abbazia di Montecassino, fulgida testimonianza di San Benedetto e della sua regola “ora et labora”, si trova la torre di Janula che, imponente e superba, sovrasta la valle.
Il nome Janula perché si fa risalire al Dio Giano a cui su quel colle in tempi precedenti vi era presumibilmente un luogo di culto.
Janula può avere tuttavia anche un altro significato cioè quello di piccola porta verso Montecassino
Non è un caso che in tempi più recenti la rocca fosse dedicata alla Madonna “ Janua Coeli cioè porta del cielo.
La rocca, che fu per secoli il fulcro militare della signoria della Terra di San Benedetto subì alterne vicende, distruzioni e ricostruzioni Nella sua storia la rocca subì varie contese, distruzioni e ricostruzioni. Nel 1004 fu danneggiata da un terremoto. E dopo essere stata occupata nel XII secolo dalla popolazione di San Germano la rocca fu ricostruita dall’abate Gerardo che provvide a riconquistare la rocca ed a ripristinare le parti danneggiate
Federico II dapprima preoccupato delle potenzialità strategico-militari della rocca ne ordinò la distruzione e poi provvide alla ricostruzione in contesa con papa Gregorio IX.
Per questo motivo l’architettura della rocca assunse elementi di impronta sveva.
La rocca ebbe un carattere strategico anche in fasi successive durante le varie dominazioni degli Aragona e gli Angiò fino a che non perse il predominio fortificato nell’area circostante.
Nel 1600 fu costruita una nuova strada di collegamento tra San Germano e l’Abbazia superiore di Montecassin e nel 1700 ormai Rocca Janula non è più patrimonio degli abati, essendo inserita nel demanio di Carlo III di Borbone.
L’ultima Guerra Mondiale ha pesantemente contribuito a distruggere gran parte delle residue strutture murarie della Rocca Janula.
Nei pressi della rocca è stato realizzato da Umberto Mastroianni il monumento della Pace come segno tangibile delle distruzioni belliche del 1944 e vero monito di pace per le future generazioni.





domenica 20 marzo 2011

Arpino nel cuore della Ciociaria,vivida testimonianza di storia, arte e cultura.

Nel cuore della Ciociaria non lontano da Cassino e dalla famosa abbazia di Montecassino, si dispiega su una collina in tre frazioni di cui la maggiore è Civitavecchia, il paese di Arpino,
Si tratta di un crocevia di storia, cultura ed arte perché ha dato i natali a Caio Mario, a Marco Tullio Cicerone e al “cavaliere d’arpino”
Senza Caio Mario la storia romana avrebbe avuto un altro corso infatti egli si può definire nella storia della repubblica romana l’Homo novus.
Questo console romano modificò infatti radicalmente l’ordinamento militare della repubblica romana perché varò riforma della leva militare, che in passato raccoglieva solamente proprietari terrieri, e che da allora fu aperta anche a cittadini provenienti dalle classi dei nullatenenti. Nel lungo termine ne furono modificati così in modo irreversibile i rapporti tra esercito e Stato.
Non meno importante è l’impronta data da Cicerone l’arpinate per eccellenza,vera figura di spicco dell’oratoria romana.
Egli lasciò in giovane età il paese d’orine per andare a Roma: tuttavia, quando poteva, ritornava sovente nella città natale.
Lo stesso accadeva molti secoli dopo per Giuseppe Cesari vissuto a cavallo tra il '500 ed il '600 che ha lavorato moltissimo per le committenze papali per lungo periodo.
Anch’egli torna spesso al paese d’origine ove ha lasciato opere memorabili come ad esempio la grande tela raffigurante l’Arcangelo Michele vittorioso su Lucifero e sulla volta dell’abside la maestosa figura del Padre Eterno.
E’ conservata nella chiesa di San Michele Arcangelo situata nella piazza principale di Arpino e costruita sull’are di un tempio pagano dedicato verosimilmente ad Apollo ed alle nove muse.
Non meno importanti sono le testimonianze megalitiche che chiudono completamente con la loro cinta l’acropoli di Civitavecchia,
Sono chiamate anche mura ciclopiche per la grandezza dei massi con cui sono state costruite,In essa si apre un arco a sesto acuto, unica del genere in Europa e dominata dalla torre di Cicerone.
Questa in sintesi è Arpino che fu abitata anche i Volsci, seguiti dai sanniti e dai romani e successivamente dai Longobardi, dai Franchi, gli Ungari, Normanni e Svevi.



mercoledì 16 marzo 2011

Il ciclo carolingio del Monastero di San Giovanni in Val Müstair

 Continuiamo il nostro itinerario alla scoperta dell’arte carolingia iniziato con la visita alla chiesa di San Benedetto  a Malles Venosta in alto Adige.
Ci rechiamo quindi in Svizzera nell’incantevole a Val Monastero (Val Müstair) che è un piccolo mondo appartato, al di là del Passo del Forno a ridosso del confine italiano.
La Val Monastero (in romancio Val Müstair ) che è una valle dei Grigioni e dell'Alto Adige è peculiare dal punto di vista linguistico perché nella valle si parla oltre al tedesco e l’italiano anche il romancio, una lingua di origini non chiare derivante dai Reti e dl Celti,
Per questa amena valle passò Carlo Magno   durante il suo viaggio verso Roma, dove ricevette l'incoronazione.
Proprio per questa ragione assume grande importanza il complesso abbaziale benedettino di San Giovanni situato proprio a qualche centinaio di metri dal confine italo elvetico.
Si tratta di uno dei pochi edifici carolingi che si siano conservati con una buona integrità sia nelle mura perimetrali sia nelle absidi nonché nella fregiatura pittorica interna
La chiesa del monastero risale in particolare al 775 e vanta il ciclo di affreschi più grande del mondo, dipinto attorno all'800, durante l'Alto Medioevo: un autentico gioiello dell'arte figurativa di epoca carolingia. La sequenza figurativa illustra tra l'altro la decapitazione di San Giovanni Battista. L'abbazia che è inclusa nella lista dei patrimoni dell’umanità dell’Unesco venne fondata verso il 780 e nel 1167 fu trasformata in convento femminile. Durante i restauri del XX secolo furono rinvenuti alcuni affreschi di epoca romanica, databili verso il 1160.
Gli affreschi carolingi raffigurano Storie dell'Antico e Nuovo Testamento, dipinte verso l'830, purtroppo molto danneggiate e giudicabili solo nell'insieme. Una delle scene più integre è comunque la Guarigione dell'Emorroissa.
Sulla controfacciata inoltre, si segnala una delle prime rappresentazioni del "Giudizio Universale".
Nell'illustrazione sono riportate una parte significativa degli affreschi carolingi e la statua di Carlo Magno. 

lunedì 14 marzo 2011

Vernazza, l'incantevole borgo delle Cinque Terre care a Montale

Paesaggio roccioso e austero, asilo di pescatori e di contadini viventi a frusto a frusto su un lembo di spiaggia  che in certi tratti va sempre più assottigliandosi, nuda e solenne cornice di una delle più primitive d'Italia..........

Questi sono i celebri versi con cui Eugenio Montale decanta le cinque terre.
Si tratta di cinque antichi borghi distesi sulla costa frastagliata della riviera ligure di Levante nella provincia di La Spezia
Tutti i borghi: Monterosso, Vernazza Corniglia,Manarola,Riomaggiore sono incantevoli e più facilmente raggiungibili con il treno.
Monterosso è molto rinomata, essendo ubicata al centro di un piccolo golfo naturale; tuttavia la più celebre è Vernazza, caratteristica per i carrugi e le case colorate dai neri portali in ardesia,il porticciolo,la splendida insenatura e la torre che fa ricordare un passato fatto di avvistamenti e dei pericoli saraceni provenienti dal mare.

Stupenda è la chiesa di Santa Margherita di Antiochia costruita nel 1318 in stile gotico-ligure dai Maestri Antelami su un preesistente edificio, del quale resta l’abside con decorazioni ad archetti pensili e lesene. Sorge su una roccia a picco sul mare protetta da una fila di scogli, sul lato dell'insenatura verso Monterosso. La torre  ottagonale, alta 40 metri è coronata da archetti e termina con una cupola di forma ogivale.
Tra il 1500 ed il 1600  la chiesa venne ampliata e fu distrutta la facciata medievale originaria.
Vernazza rimane nel cuore!