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giovedì 20 gennaio 2011

Central Park a New York

Non si può parlare di New York senza soffermarsi su Central Park, il grande polmone verde della metropoli americana.
Si tratta di un grande parco locato nel distretto di Manhattan e per l’esattezza in Uptown al centro tra i due quartieri residenziali. Upper West Side e Upper East side i quali prendono il nome dalla loro posizione rispetto al parco.
Ma che cosa ha di importante questa oasi di verde per gli abitanti di Manhattan che abitano nei grattacieli circostanti?
Ed ancora, cosa ha di diverso rispetto ad altri parchi delle maggiori capitali del mondo?
E’ veramente differente dagli altri perché fu progettato da Frederick Law Olmsted ed aperto nel 1856 con l’intento di di creare un ambiente di divertimento ed al tempo stesso razionale, ovvero in grado di influenzare un certo comportamento promuovendo la comunicazione e la partecipazione alla comune vita civile.
L’inserimento nel parco inoltre di vie di comunicazione che collegano varie parti della città costituisce un’originale novità. E sono pensate ove possibile ad un livello più basso dell’area verde in modo da non essere visibili e non alterare la percezione continua degli scenari naturali.
Vi è dunque una visione del verde pubblico urbano in cui sono considerati i vari aspetti estetici, igienico sanitari ed economici che incidono ovviamente sui costi delle circostanti zone edificabili.
Per tali ragioni Central Park non è affatto avulso dal contesto urbano, ma al contrario ne è pienamente inserito ed integrato nel sistema complessivo , rappresentando così un modo nuovo di filosofia del paesaggio. Al suo interno attualmente si trovano diversi laghi artificiali, estesi sentieri, due piste da pattinaggio sempre artificiali, parchi giochi per bambini, prati utilizzati per numerosi sport. Il parco è un'oasi per gli uccelli migratori ed è quindi popolare fra i birdwatcher. La strada lunga 9,7 km che circonda il parco è frequentata da ciclisti, persone che fanno jogging e pattinatori a rotelle, specialmente nei fine settimana quando è vietato il transito alle auto.



giovedì 6 maggio 2010

La comunità italiana di New York


Non vi è turista che,recandosi in USA, non abbia soggiornato alcuni giorni nella città di New York o meglio come diceva Ruggero Orlando "Nuova York"
Sarebbe superfluo e ripetitivo parlare di New York: vi sono infatti pagine e pagine sulla megalopoli per eccellenza che si distingue per essere a sé stante nel contesto americano.
E’ un crogiolo di tradizioni e di etnie diverse, di fantasmagorie notturne, di ristoranti e di divertimenti di ogni genere. E’ancora il punto di ferimento nel mondo per l’arte contemporanea e così come era Parigi all’inizio del novecento, rappresenta il centro culturale più di frontiera nel mondo.
Ma qui intendiamo rivolgere l’attenzione sulla comunità italiana , che anche se perfettamente inserita nel tessuto cittadini, si distingue tuttavia per le sue peculiari caratteristiche che sono ancorate fortemente alla cultura italica di origine.
LittleItaly è il più famoso dei quartieri con popolazione italiana negli Stati Uniti e si trova a New York nella parte meridionale di Manhattan, una delle cinque "circoscrizioni" (borough) che compongono la città. Dalla metà del XX secolo, gli italoamericani hanno iniziato a trasferirsi in altri sobborghi cittadini più periferici e da allora l'estensione di Little Italy è andata riducendosi.
Il quartiere italiano con l’andare degli anni ha ridotto le proprie dimensioni a vantaggio di Chinatown . Il quartiere cinese ha assorbito buona parte di quella che una volta era Little Italy. Allo stesso modo a nord in prossimità di Houston Street, l'area che una volta era occupata da Little Italy ha perso il suo aspetto tipicamente italiano. La parte di Mulberry Street, lungo la quale si allineano i negozi italiani (in particolare i ristoranti), tra Broome Street e Canal Street, è quello che rimane della Little Italy di Manhattan.
A New York esistono altre Little Italy. Della storica presenza italiana a East Harlem, conosciuto una volta come Italian Harlem, rimangono poche presenze italiane. Il Bronx ha la sua Little Italy lungo Arthur Avenue.
In tutte le little Italy di newyork abbondano negozi italiani com ad esempio salumerie fornitissime di podotti nostrani italiani.
Sono sempre vive le tradizioni e ricorrenze come ad esempio la festa di San Gennaro santo patrono di Napoli che consiste in una festa popolare della durata di circa due settimane.
La popolazione di origine italiana risiede per lo più a Brooklyn dove esiste un vero quartiere italoamericano, Bensonhurst, e in misura ancora maggiore a Staten Island.
Nel parlare della comunità italiana non nascondo rispetto e commozione perché la storia della comunità riporta inevitabilmente ai sacrifici dei tanti italiani costretti la lasciare i paesi di origine e le proprie famiglie per andare alla ricerca del lavoro