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sabato 18 giugno 2011

Volterra e la splendida Deposizione della Croce di Rosso Fiorentino.

Ci troviamo a Volterra, in Toscana, nella provincia di Pisa ove tradizione storica,splendido paesaggio ed arte sono componenti essenziali.
A Volterra la storia ha lasciato il suo segno con continuità dal periodo etrusco fino all'ottocento, con testimonianze artistiche e monumentali di grandissimo rilievo, che possono essere ammirate semplicemente passeggiando per le vie del centro storico, ma anche visitando i musei cittadini: il Museo Etrusco, la Pinacoteca Civica, il Museo d'Arte Sacra.
Accanto a questi monumenti si può trovare un paesaggio incontaminato, una qualità della vita ancora a dimensione umana e un artigianato artistico unico al mondo: l'alabastro.
Volterra conserva un interessante centro storico di origine etrusca: infatti. Il nome è ovviamente d'origine etrusca ed in seguito adattato al latino volaterrae.
Velathri (antica denominazione etrusca dell'attuale Volterra) faceva parte della confederazione etrusca, detta  dodecapoli estrusca  o lucumonia ,di cui rimangono la Porta dell’arco , la porta Diana e gran parte della cinta muraria, nonché numerosi ipogei utilizzati per la sepoltura dei defunti.
Vi sono altresì rovine romane ed edifici medievali come la cattedrale ed il palazzo dei Priori sull’omonima piazza
Il Duomo di Volterra è stato costruito nel corso del 1100 e del 1200, su quella che era già una chiesa preesistente dedicata a Santa Maria.
Il portone in marmo risale al 1200, mentre la pianta è a croce latina a tre navate, in tipico stile romanico.
Tra tutte le opere di valore conservate all’interno del Duomo di Volterra, la più antica è senza dubbio il cosiddetto gruppo scultoreo della Deposizione, risalente alla prima metà del XIII secolo: si tratta di cinque statue in legno, dedicate alla scena della Deposizione di Gesù Cristo dalla croce, realizzate da un artista rimasto ignoto.
Concentriamoci  tuttavia nella visita del museo civico ricco di opere d’atre celebri come quelle di Luca Signorelli e del Rosso Fiorentino di cui è  a dir poco incantevo la pala raffigurante la Deposizione dalla croce del Rosso Fiorentino, firmata e datata 1521: dallo "sconficcamento" del corpo del Cristo dalla croce, in alto, si scende alla visione dei dolenti che piangono la morte del Salvatore, mentre la Maddalena con ardita invenzione iconografica anziché abbracciare la croce, si getta ai piedi della Madonna e il S. Giovanni si allontana dal gruppo, nascondendosi il volto fra le mani.




venerdì 3 dicembre 2010

Città della Pieve patria del Perugino e del Pomarancio

Città della Pieve è situata su un colle, a circa 500 di altitudine, dominante la val di Chiana.
Si trova in Umbria,ai confini con la Toscana si caratterizza come un luogo di elevatissimo livello artistico meta continua di visitatori durante tutto l’anno.
E’ un vera città d’arte che ha dato i natali a due grandi artisti come Perugino ed il Pomarancio e vanta monumenti importanti tra cui eccelle la chiesa dedicata ai Santi Gervasio e Protasio.
La chiesa ha una storia molto antica e la sua primitiva costruzione risale al IV-V secolo sostituita da un edificio romanico nell’VIII secolo a sua volta ristrutturato secondo il gusto gotico nel XIII secolo.
Nell’'edificio attuale che risale ai secoli XVI e XVII vi sono importanti opere pittoriche ed in particolare quelle del Perugino, che, nel 1510, affrescò la prima cappella a sinistra: San Giovanni, che battezza Cristo sul Giordano.
Nella seconda cappella si può ammirare lo Sposalizio della Madonna di Nicolò Circignani (1628). Sulla sinistra del presbiterio: Madonna in trono tra i Santi Francesco e Bonaventura e un devoto che offre un cuore, di ignoto (sec. XVI). Nell'abside sopra il coro, si trova la tavola del Perugino (1513), commissionatagli dai canonici della Collegiata per 130 fiorini dedicata alla Madonna tra i Santi Gervasio e Protasio, protettori della città, che tengono in mano due orifiamma con l'antico stemma cittadino e i santi Pietro e Paolo.
 Sono notevoli anche la Vergine tra Giovanni Battista, Giovanni evangelista, San Pietro martire e il beato Giacomo Villa, forse del Giannicola. Ed ancora la Vergine in trono con Bambino in braccio, tra San Domenico e Santa Caterina del Savini (1600). E un mirabile Crocefisso in legno forse del Gianbologna (1550) e l'Addolorata in legno, si dice su disegno del Perugino.
Si può ammirare in sacrestia vi è il Battesimo di Gesù del Pomarancio.


domenica 11 aprile 2010

La dogana pontificia di Radicofani



Andando verso Siena, sulla via Cassia si incontra Radicofani che fu per secoli una delle piazzeforti più importanti d’Italia.
Oltre alla via Cassia ha rappresentato un controllo di tutta l’ampia zona circostante e cioè il territorio di Siena, Grosseto, Perugia ed anche Orvieto e Viterbo.
La Rocca appare da decine di chilometri di distanza. Ne resta un torrione quadrangolare circondato da resti di fortilizii più recenti. Il tutto è in realtà una ricostruzione moderna su forme medioevali. Radicofani fu costruita infatti ne Duecento, rifatta nel 1565 e abbattuta nel Settecento.
Nel borgo medievale,il monumento più insigne è la chiesa romanica di San Pietro, del secolo XIII, che conserva all’interno una splendida collezione di terrecotte robbiane e di statue lignee, tra cui spicca una Madonna con Bambino di Francesco di Valdambrino.
Radicofani, con la sua Rocca e con la sua storia e non ultimo le vicende di Ghino di Tacco , brigante vissuto nel XIII secolo, è conosciuta nel mondo e certamente queste note non aggiungono molto.
Ma forse è meno noto il fatto che Radicofani sia uno dei centri importanti della via Francigena ed al tempo stesso sia ubicata proprio ai confini tra il granducato di Toscana e lo stato pontificio entrambi ricostituiti nelle sue dimensioni geografiche nel congresso di Vienna del 1815.
Ebbene proprio sulla via Cassia, nella confluenza con la strada che conduce alla rocca, è situata la dogana pontificia : una bella villa medicea sorta come casa di caccia di Ferdinando I, e poi trasformata in albergo e dogana per i viaggiatori.
Vi sostarono nei loro viaggi tra gli altri Montaigne, Charles Dickens e i papi Pio VI e Pio VII.
Di fronte, vi è un’elegante fontana in pietra dominata da un grande stemma dei Medici.
Il luogo è veramente stupendo!

The papal custom of Radicofani

Going to Siena on the Via Cassia you can meet Radicofani which was for centuries one of the most important strongholds of Italy.
It has represented a control point not only on Via Cassia but also for a wide surrounding area including Siena, Grosseto, Perugia and Orvieto and Viterbo also.
The Rock t is a square tower surrounded by the remains of forts latest. All this is actually a modern reconstruction on medieval forms. Radicofani in fact was built thirteenth century, rebuilt in 1565 and demolished in the eighteenth century.
In the medieval historical centre, the most famous monument is the Romanic church of San Pietro,( thirteenth century), which preserves a wonderful collection of Della Robbia terracotta and wooden statues, among which the Madonna and Child by Francesco Valdambrino.
Radicofani, with its fortress and its history and the events of last Ghino di Tacco, robber lived in the thirteenth century, is well known throughout the world and certainly these notes do not add much.
But perhaps it is less known that Radicofani is one of the important centers of Francigena way and at the same time is located on the border between the Grand Duchy of Tuscany and the Papal (after the Congress of Vienna in 1815.)
Just on the Via Cassia, in junction with the road leading to the fortress, is situated papal customs: a beautiful Medicean villa built as a hunting lodge of Ferdinand I, and then transformed into a hotel and customs for travelers.
Among others Montaigne, Charles Dickens and Pope Pius VI and Pius VII.stayed in this place
On the opposite side , there is an elegant stone fountain dominated by a large crest of the Medici.
The place is really beautiful!