giovedì 26 agosto 2010

Guardia Piemontese: isola etnolinguistica della Calabria


Percorrendo la costa tirrenica calabrese, provenendo da Maratea in Basilicata, si incontrano nella provincia di Cosenza stupendi ed incantevoli paesi come Scalea, Cirella, Diamante, Belvedere fino ad arrivare alla marina di Guardia Piemontese il cui capoluogo del comune sorge a 514 metri sul livello del mare.
Guardia Piemontese è una vera e propria isola etno linguistica tra le più interessanti dell’Italia meridionale.
Singolari infatti sono i costumi ed il dialetto che si rifanno ad va antiche origini provenzali.
E’ un paese che vanta una grande storia:già nota con il nome di Casale di Fuscaldo, chiamata successivamente Guardia Fiscalda e Guardia Lombarda, solo in anni più recenti ha preso la denominazione attuale di Guardia Piemontese. L'aggettivo "piemontese" del nome, deriva dall'origine di questa popolazione valdese, la quale a causa della povertà, dell'intolleranza religiosa e delle persecuzioni subite nelle proprie terre, in Piemonte, dovette fuggire alla ricerca di un luogo più sicuro e ospitale.
I Valdesi arrivarono in Calabria tra il XII e il XIII secolo dal Piemonte e vissero senza conflitti per due-tre secoli con le comunità cattoliche circostanti. Dopo la loro adesione alla riforma protestante il cardinale alessandrino Michele Ghislieri (futuro papa Pio V), deliberò che venissero annientati sia i valdesi del Piemonte sia quelli della Calabria. Scatenò così contro di loro una crociata e li sterminò.
La persecuzione religiosa si propagò, in tempi antichi, fino nella parte antica di Guardia (il cosiddetto "paese") con scontri e violenze e l'uccisione di gran parte della popolazione, comprese donne e bambini. I pochi supersiti scampati al massacro furono costretti alla conversione.
Il guardiolo, o lingua guardiola, costituisce l'unico esempio di lingua occitana nel meridione italiano ed è isolata rispetto all'area nativa che consiste sostanzialmente nella Francia meridionale-orientale. Altre aree occitanofone in Italia sono alcune valli alpine del Piemonte e della Liguria.
L’abitato è caratterizzato da da un labirinto di vie strette e tortuose ed è ancora cinto da mura medievali con varie Porte di cui una “la porta del sangue” in ricordo dello sterminio dei valdesi nel 1561
Caratteristica suggestiva di molte vecchie case sono gli spioncini sulle porte che servivano agli inquisitori per accertarsi che le famiglie recitassero le preghiere d’obbligo.