Visualizzazione post con etichetta Spagna. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Spagna. Mostra tutti i post

domenica 8 maggio 2011

Toledo faro di tolleranza religiosa nella storia della Spagna

Toledo, la bellissima città spagnola, che dista a poco più di 70 Km d Madrid, è un’antica roccaforte medievale arrampicata su una collina situata proprio al centro della Spagna.

Il colpo d’occhio per il viaggiatore che si appresta a visitarla è davvero suggestivo, con il centro storico che si erge in posizione dominante e panoramica e le strade che la percorrono e salgono e scendono dalla sommità della collina dove si trova l'Alcazar,
La città, bagnata dal Tago, è ricca di storia  ed il primo a parlarne fu Tito Livio che dicendo  "parva urbs erat, sed loco munita", si riferiva alla sua strategica posizione per l’altura su cui era ostruita e per la posizione di difesa essendo circondata per due terzi dal fiume.
Toledo, che divenne più tardi la capitale di Visigoti, nella storia rappresenta per antonomasia il vero faro della tolleranza religiosa.
Per ben tre secoli e sotto il dominio musulmano coesisterono armoniosamente tre confessioni religiose:  l’ebrea,la musulmana e mozarabi ovvero cristiani spagnoli che si erano adattati alla lingua e cultura araba, dando luogo a forme particolari di arte e liturgia. Come testimonianza di quel periodo  di tolleranza sono rimasti diversi monumenti religiosi come la Sinagoga (Sinagoga di Santa Maria la Bianca e la Sinagoga del Transito), la Moschea ed il ghetto ebraico, dove si trova anche la casa museo di El  Greco.
La Sinagoga di Santa Maria la Blanca, successivamente convertita (dopo la cacciata degli ebrei) in chiesa cattolica è un edificio risalente al XII secolo. Caratterizzato da un vivace contrato  tra le pareti esterne, modeste e umili e il lusso a cui ci si trova di fronte una volta entrati, come a significare che non importa l’esteriorità, quanto l’interiorità sia delle cose, che delle persone. .
Un altro edificio che vale la pena visitare è la Sinagoga del Transito situata nel quartiere tradizionalmente ebraico della città e nel quale, a partire dal 1964 è stato insediato il Museo Sefardì. Costruita tra il 1356 e il 1357 come tempio ebraico, subisce lo stesso destino della Sinagoga di Santa Maria la Blanca, diventando un luogo cristiano con il nome di Chiesa di San Benito.
La Moschea del Cristo della Luce è una delle moschee risalenti al periodo musulmano (venne costruita nel 999) che si sono meglio conservate fino ai giorni nostri. Questa moschea è particolarmente interessante dal punto di vista architettonico, per il suo stilel mudejar quel particolare stile architettonico in cui  si fondono elementi di tipo cristiano-ispanico (fusione di stili romanico e gotico) a elementi tipicamente islamici.Venendo ai monumenti cristiani, si erge per maestosità la Cattedrale di Santa Maria di Toledo la cui costruzione fu avviata nell 1226 ed è considerata il massimo esempio di arte gotica  Massimo esempio gotico di tutta la Spagna, è molto ricca e sontuosa all'interno, particolare la pala dell'altare in marmo e la cappella che custodisce l'ostensorio fatto con 18 Kg d’oro e oltre 100 Kg d’argento.

Molto caratteristica e vivida testimonianza del rito mozarabico è la cappella Mozarabica (capilla Mozárabe)  che sorge nell'angolo sud-ovest della cattedrale, inglobata nelle fondamenta di una torre mai realizzata. La cappella fu voluta nel 1500 per la preservazione del rito mozarabico.
La città infine , nota anche per le sue lame e coltelli, è  un segno tangibile dell’arte di El Greco che vi soggiornò per un lungo periodo.

venerdì 31 dicembre 2010

Jean Mirò e la sua Barcellona

Barcellona per l’arte non significa soltanto Antonio Gaudì e Salvatore Dalì,ma anche Jean Mirò.

Vero figlio di Barcellona dove nasce il 20 aprile 1893. egli si forma alla scuola di Gaudì.

In un primo tempo si interessò all’impressionismo e al fauvismo;conobbe in seguito a Parigi Picasso e soprattutto il circolo Dada di Tristan Tzara da cui viene maggiormente attratto. Attraverso l’amicizia di André Masson, aderisce nel 1924 al movimento surrealista.

Mirò ha lasciato a Barcellona dei segni indelebili della sua arte. Basti pensare alla fondazione Mirò ove sono esposte tantissime sue opere

L’esposizione contiene una raccolta completa dell’arte di Mirò e di altri celebri artisti dell’epoca che facevano parte della collezione del grande artista; nello spazio espositivo all’aperto si trovano  inoltre opere con fantastici colori.

Di pari importanza è uno stupendo mosaico (El paviment del Pla de l’Os) che viene calpestato senza saperlo dai passanti sulla Rambla . La scelta da parte di Mirò non fu casuale, perché Mirò nacque proprio lì vicino nel 1823 nel Passatge del Credit.
Non finisce qui: con un po’ di pazienza, altrettante fortuna e senza preoccuparvi degli sguardi dei curiosi, potrete cercare una mattonella firmata di Mirò stesso.
Ed ancora è da ammirare lo stupendo murale del terminal dell’aeroporto.

lunedì 13 dicembre 2010

La Casa Cuadros sulla Rambla a Barcellona

Continuiamo a parlare di Barcellona che forse è  la città non italiana più conosciuta dagli italiani. L'unica in Europa in cui siamo la comunità straniera più numerosa e dove animata è la vita in strada ,la gente nelle piazze nei bar e nelle terrazas e soprattutto dove danze antiche e flamenco si alternano.

Un luogo che lascia ammirati i visitatori è la Casa Cuadros , ove campeggia un dragone che dall’alto scruta la Rambla.
La stranezza del palazzo è che sui muri del palazzo sono appesi degli ombrelli.
Qual è la ragione della presenza di questi ombrelli?
Semplice, la casa Cuadros è un vecchio negozio di ombrelli di fine ‘800, abbellito con riferimenti allegorici all’Oriente. La bellezza del dragone e i colori dei muri, ne hanno fatto uno dei soggetti più fotografati della Rambla.
La "Casa dels Paraigües (Casa degli ombrelli)" è un bell’esempio di architettura modernista, con riferimenti anche all’Egitto (balconi) ed elementi decorativi che ricordano il Giappone. Il vero protagonista è sempre il dragone verde che tiene un ombrello, anche se ormai il negozio non c’è più e una banca ha preso tutto in affitto.

venerdì 10 dicembre 2010

La chiesa gotica catalana di Santa Maria del Mar a Barcellona

Si associa sovente alla bella e dinamica città di Barcellona il concetto di modernismo catalano cioè quel movimento artistico che in Catalogna investì, tra la fine dell'800 e i primi del '900, tutti i campi espressivi, dall'architettura alla pittura, dalla scultura a tutte le arti decorative (lavorazione del vetro, dei tessuti, del ferro, del legno).

Sorto contemporaneamente all'Art Nouveau in Francia, al Liberty in Italia e allo Jugendstil in Germania, come reazione all'imperante classicismo, in Catalogna assume un carattere particolare legato non solo ad una estetica, ma ad una corrente di pensiero politica, il catalanismo, al recupero cioè della cultura e dell'identità catalana.
E’ tuttavia un luogo comune la correlazione tra Barcellona, Gaudì ed il modernismo perché non mancano nella città catalana esempi luminosi di architettura religiosa gotica. Si distingue per la sua peculiarità la chiesa di Santa Maria del Mar, considerata appunto insieme alla cattedrale il migliore esempio di architettura gotica.
Un primo edificio è già documentato nel 1009, ma l’attuale struttura risale al trecento, il periodo di massimo splendore della Catalogna quando le corporazioni dei lavoratori marittimi e le maggiori famiglie della città sotto il patronato del re Alfonso III il Benigno finanziarono la costruzione della nuova chiesa.(1329-1384)
La nuova versione della chiesa, che è veramente parte della storia marittima della città, fu opera dell’architetto Berenguer de Montagut che fuse il modello nordico della "chiesa a sala" con gli austeri stilemi del gotico catalano.
La facciata è sobria ed elegante con un portale a statue e rilievi, testimonianza del contributo delle corporazioni marittime, le finestre ogivali ed un grande rosone. All'interno si distinguono tre navate, con deambulatorio e senza crociera. Lo spazio è però suddiviso, anche in altezza, in modo tale che, pur essendovi tre navate, l'impressione è di trovarsi in uno spazio unico molto luminoso ed aperto, a una sola navata.