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mercoledì 15 giugno 2011

Il teatro romano di Marcello,modello architettonico per gli artisti del Rinascimento

Non lontano da Piazza Venezia a Roma si possono ammirare i resti del teatro di Marcello su cui oggi si erigono le sovrastrutture del palazzo Savelli, in seguito Orsini e poi Caetani.
Nulla o poco rimane del grandioso teatro di Marcello, incominciato da Cesare,portato a compimento da Augusto nel 13-11 a. C. e dedicato alla memoria del nipote Claudio Marcello morto non ancora ventenne nel 23 a.C.
Il grandioso monumento,che fu preso a modello dagli architetti del Rinascimento,era costituito all’esterno  di due ordini di 41 arcate ciascuno, il primo dorico, il secondo ionico e secondo alcuni anche da uno in ordine corinzio., come nel Colosseo. L’architettura  esterna era di travertino, mentre i muri radiali e gli ambulacri erano di tufo.
Verso la fine del duecento  nel teatro trasformato in fortezza, subentrarono i Savelli che incaricarono Baldassarre Peruzzi   di costruire due piani del palazzo il quale acquistò forma definitiva nel 1742 quando passò agli Orsini.
Davanti al teatro a destra si trovano le tre colonne angolari del tempio di Apollo Soniano eretto nel 433.431 a, C rifatto nel 179 assumendo l’appellativo di Apollo Medicus. E poi ricostruito  nel 34 a.C dal Console C.Sosius.

martedì 19 aprile 2011

La chiesa di Santo Stefano Rotondo,la più antica struttura circolare sacra a Roma

La chiesa di Santo Stefano Rotondo, posta sul colle romano del Celio, è il più antico esempio di chiesa a pianta circolare ancora presente a Roma.
La chiesa dedicata al protomartire,da poco visitabile dopo restauri durati per lungo tempo, è stata fondata nel V secolo d.C.
In origine era formata da una grande struttura circolare costituita da due corridoi concentrici divisi da file di colonne,che circondavano lo spazio centrale coperto da un alto tamburo. Sui quattro assi della chiesa si aprivano quattro cappelle radiali, oggi ormai scomparse, che davano alla chiesa una pianta cruciforme inserita nella struttura circolare.
L’origine della chiesa è controversa,in quanto secondo alcuni critici, si era ipotizzato che fosse di epoca romana, ma in seguito si è esclusa tale ipotesi . Scavi svolti sotto il pavimento della chiesa (tuttora in corso) hanno portato alla luce un mitreo che doveva essere collegato con la presenza nei pressi dei Castra Peregrina.
Oggi la chiesa ha assunto una fisionomia completamente diversa, poiché le arcate del deambulatorio esterno risultano murate.
Sarebbe riduttivo limitare l’attenzione su questa chiesa che ora ospita il collegio cattolico ungherese ai soli aspetti architettonici originari.
Infatti sembra molto consistente l’ipotesi che in periodo successivo vi abbia lavorato il grandissimo Leon Battista Alberti cui potrebbe essere stato commissionato il restauro dell’edificio da parte di papa Niccolò V.
Non è meno importante ricordare che lungo il muro perimetrale della chiesa sono presenti moltissimi affreschi e per la precisione 34 riquadri affrescati dal Pomarancio, da Antonio Tempesta e da altri.



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domenica 20 marzo 2011

Arpino nel cuore della Ciociaria,vivida testimonianza di storia, arte e cultura.

Nel cuore della Ciociaria non lontano da Cassino e dalla famosa abbazia di Montecassino, si dispiega su una collina in tre frazioni di cui la maggiore è Civitavecchia, il paese di Arpino,
Si tratta di un crocevia di storia, cultura ed arte perché ha dato i natali a Caio Mario, a Marco Tullio Cicerone e al “cavaliere d’arpino”
Senza Caio Mario la storia romana avrebbe avuto un altro corso infatti egli si può definire nella storia della repubblica romana l’Homo novus.
Questo console romano modificò infatti radicalmente l’ordinamento militare della repubblica romana perché varò riforma della leva militare, che in passato raccoglieva solamente proprietari terrieri, e che da allora fu aperta anche a cittadini provenienti dalle classi dei nullatenenti. Nel lungo termine ne furono modificati così in modo irreversibile i rapporti tra esercito e Stato.
Non meno importante è l’impronta data da Cicerone l’arpinate per eccellenza,vera figura di spicco dell’oratoria romana.
Egli lasciò in giovane età il paese d’orine per andare a Roma: tuttavia, quando poteva, ritornava sovente nella città natale.
Lo stesso accadeva molti secoli dopo per Giuseppe Cesari vissuto a cavallo tra il '500 ed il '600 che ha lavorato moltissimo per le committenze papali per lungo periodo.
Anch’egli torna spesso al paese d’origine ove ha lasciato opere memorabili come ad esempio la grande tela raffigurante l’Arcangelo Michele vittorioso su Lucifero e sulla volta dell’abside la maestosa figura del Padre Eterno.
E’ conservata nella chiesa di San Michele Arcangelo situata nella piazza principale di Arpino e costruita sull’are di un tempio pagano dedicato verosimilmente ad Apollo ed alle nove muse.
Non meno importanti sono le testimonianze megalitiche che chiudono completamente con la loro cinta l’acropoli di Civitavecchia,
Sono chiamate anche mura ciclopiche per la grandezza dei massi con cui sono state costruite,In essa si apre un arco a sesto acuto, unica del genere in Europa e dominata dalla torre di Cicerone.
Questa in sintesi è Arpino che fu abitata anche i Volsci, seguiti dai sanniti e dai romani e successivamente dai Longobardi, dai Franchi, gli Ungari, Normanni e Svevi.



domenica 31 gennaio 2010

La campagna romana

A pochi km. da Roma ,verso il mare di Torvaianica,si incontra Pratica di mare,antico borgo nato nel Vll/Vlll secolo .Esso attraversò molte vicissitudini fino ad arrivare al 1530, anno in cui Antonio da Sangallo il Giovane rifondò il borgo e progettò il castello .Nei secoli successivi il maniero subì molti rimaneggiamenti fino ad arrivare ai è l’antica Lavinium, città fondata da Enea fuggito da Troia. In questo luogo,negli anni ’60 del secolo scorso, iniziarono gli scavi che portarono alla luce numerogiorni nostri in cui vediamo un edificio di forma “palazziale.”
Nelle immediate vicinanze visi reperti che in seguito sono stati esposti in un piccolo museo da non perdere ,sia per la preziosità degli oggetti ritrovati, sia per l’innovazione espositiva.
Questa meta,per chi non la conoscesse, potrebbe essere uno spunto per un’immersione nella storia e nella bellissima campagna romana che circonda i luoghi da visitare.